Lo scrittore è il perfetto menzognero: scrive bugie e riesce a farti credere che siano vere.

13/02/26

Cose che non volevi sentire... ma che hai sentito (tuo malgrado)

Ho rischiato un infarto.
Ero in libreria, in fila alla cassa, e ascoltavo un discorso fra due ragazzi (quindici anni, giù di lì) che parlavano a volume da sordi.
Era quindi impossibile non sentirsi.

Ed ecco la frase incriminata: “i cattivi di una storia non hanno un senso. Vogliono distruggere tutto e basta, non c’è una ragione. Come il Nulla della Storia Infinita.”

Io non bevo, sono astemia.
Ho rimpianto di non avere una bottiglia di vodka in mano. Prima l’avrei scolata, poi l’avrei spaccata in testa ai due ragazzi nel (vano) tentativo di renderli intelligenti.
Ma da quando un antagonista è privo di scopo?
Da mai.

In una narrazione, di qualsiasi tipo, il male ha sempre una ragione per agire, per essere appunto il male, la tragedia, l’antagonista di una storia.
Persino Art il Clown ha un suo senso.
Prendiamo, ad esempio, il famoso Nulla.
Se hai letto il romanzo di Ende, se hai visto il film (che devia un tantino dal romanzo, comunque) e dici che il Nulla non ha uno scopo, non hai capito niente. Ma proprio niente.
Il Nulla, infatti, ha come scopo quello di distruggere Fantàsia per aiutare il Potere oscuro, il famoso “vuoto che ci circonda” a controllare gli uomini che sono fonte di energia.
Semplice.

Dunque perché negare che un antagonista ha uno scopo?
Non ha senso!
Mah...
Non so, devo dire che questi nuovi lettori mi lasciano molto perplessa.
Si lamentano se un libro è lungo perché è impegnativo.
Leggono libri scritti al presente, perché per loro sono più facili da comprendere. Se non c’è sesso nelle prime dieci pagine, per loro un libro non è interessante.
Per fortuna non sono tutti così, ma è davvero molto deludente.

Ma d’altra parte, se da quando esiste l’AI, otto ragazzi su dieci la usano per studiare con risultati imbarazzanti... cosa possiamo aspettarci di buono, anche nel mondo dei libri?