Lo scrittore è il perfetto menzognero: scrive bugie e riesce a farti credere che siano vere.

02/10/26

La vita è un'epifania, non un compleanno

Io credo nelle epifanie.
La prima volta che ho intavolato questo discorso, ai tempi dell’ateneo, mi hanno guardato come se fossi una specie di moderna reincarnazione di James Joyce anche se in merito alle epifanie la pensiamo in modo diverso.
E senza peraltro sapere che in realtà la parola epifania ha origini greche ed è strettamente connessa all’arrivo dei Magi a Betlemme.

Sono passati gli anni ma non ho cambiato idea.
Io credo e continuo a credere nelle epifanie, non certo nei compleanni anche se oggi va molto di moda sbandierare ai quattro venti il proprio compleanno.
Social, chat e anche blog sono pieni di narcisisti rimasti, a livello emotivo e psicologico, all’età di due anni.
Sono d’accordo sul fatto di festeggiare il compleanno con le persone a cui tieni davvero, se la cosa fa piacere, non mi piace lo sbandierare ai quattro venti tanto per ottenere un commento senza senso (si legge “leccata di deretano”).

Ma più che altro, non capisco il senso di dare così tanta importanza al compleanno.
Il compleanno in sé è un numero in più.
Ieri 1, oggi 2 e via dicendo.
Non è però un numero che ti rende più maturo, più grande, più consapevole.
Si può essere maturi a 5 anni e idioti a 40.
Non è il numero degli anni a stabilire la maturità di una persona.

Ciò che conta sul serio, secondo me, sono le epifanie, le rivelazioni.
Sono quegli eventi extra ordinari che, in un modo o nell’altro, stravolgono la vita, ti fanno aprire gli occhi e ti fanno crescere.
Epifanie, appunto, non compleanni.