Lo scrittore è il perfetto menzognero: scrive bugie e riesce a farti credere che siano vere.
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

17/07/18

Pseudonimo? Sì, grazie!

Questo piccolo post è indirizzato ad alcune persone perché è ora di risolvere una noiosa questione, tutta inerente al mondo del web.
Mi viene spesso domandato, anche in modo abbastanza seccante, come mai abbia scelto di presentarmi e scrivere i miei libri utilizzando uno pseudonimo.
Credo sia giunto il momento buono per chiarire questo “problema”.

Anzitutto è una scelta artistica.
Ci sono stati (e ci saranno anche in futuro) tantissimi artisti che hanno scelto di celare al pubblico il proprio nome in favore di uno di fantasia.
Nel caso qualcuno di voi avesse bisogno di un rapido ripasso letterario, cito soltanto alcuni nomi come Italo Svevo, Elena Ferrante, Gordon Russell, Lewis Carroll, Richard Bachman, Émile Ajar, Sophie Kinsella o Alberto Moravia.
E potrei citarvene altri cento, ma non è questo l’obiettivo del post.
Ci vedete qualcosa di male?
Andate a leggere l’articolo 7 e l'articolo 9 del codice civile e poi potremo riparlarne.

In secondo luogo, usare uno pseudonimo è anche una scelta personale.
Non dovrei nemmeno stare qui a scriverlo ma siccome certe persone mi hanno esasperata lo dico adesso e non mi ripeterò più: ho scelto di utilizzare uno pseudonimo per separare la mia vita artistica dalla mia vita privata.
Sono una persona riservata, non amo condividere la mia vita privata on line.
Questo blog è una piccola vetrina che serve per pubblicizzare i miei libri e intrattenere chi passa di qui con argomenti a volte interessanti, a volte divertenti.
Non troverete mai il mio indirizzo, le mie fotografie, i miei dati sensibili né qualche riferimento a episodi specifici della mia vita privata.

Se questo basta per definirmi una persona falsa, allora signori il problema è tutto vostro.
Nessuno vi ha mai costretto a seguire questo blog, né a intrattenere alcun tipo di conversazione con me.
Se io non vi vado a genio, se questo blog non è di vostro gradimento, siete gentilmente pregati di sparire e smetterla di scrivere certe cose in giro per la blogsfera.


05/02/17

Rubens e il Barocco



Ieri mi sono costretta a non lavorare, cosa alquanto difficile per uno scrittore, e mi sono recata a Palazzo Reale per visitare la mostra di Rubens dal nome promettente e altisonante “Rubens e la nascita del Barocco”.

Chi di voi, amici lettori, sa dire con esattezza cosa sia il Barocco?
Niente nozioni scolastiche, mi raccomando!
Io, lo ammetto senza vergogna, non sapevo dire fino a ieri cosa fosse il Barocco e questo grazie ai pessimi docente di Arte che hanno costellato la mia formazione scolastica.
Come recita un vecchio adagio: ho imparato sempre nella mia vita, eccetto quando sono andato a scuola.
Niente di più vero: dopo che per anni ti propinano sentenze come “il Barocco si posiziona fra il Rinascimento e il Rococò ma non c’è niente da dire se non che era tutto una ripetizione del movimento precedente”, cosa potevo aspettarmi?
Perciò ho messo piede a Palazzo Reale con un po’ di sana titubanza e invece mi si è aperto un mondo, un moto tale che mi spinge a riscoprire il Barocco (cosa che farò al più presto, appena revisioni e stesure mi concederanno un attimo di fiato!).

Grazie al geniale Rubens, il maestro di Anversa che tanto operò in Italia e in Europa, ho scoperto che il Barocco non è la palla al piede che cercano di propinarti ma è qualcosa di spiazzante e pieno di commovente, struggente e crudele bellezza.
Per descriverlo con tre aggettivi, il Barocco è: esagerazione, trasgressione, opulenza.
Santi come eroi, pennelli pieni di rabbia e amore, visi che parlano, gente comune che entra nello spazio delle opere e ne diventa protagonista, colore, ricchezza.
Il Barocco è questo e altro.
Per darvene un’idea voglio mostrarvi le opere che più mi hanno colpito dell’autore, assieme a due opere contemporanee con lo stesso tema, al fine di farvi vedere quanto Barocco c’è ancora ai giorni nostri.

 (Rapimento di Ganimede di Rubens - immagine dal web)

(Ganimede di Pierre et Gilles - immagine dal web)


(Conseguenze della Guerra di Rubens - immagine dal web)

(War and Peace di Brian Lorimer - immagine dal web)