Lo scrittore è il perfetto menzognero: scrive bugie e riesce a farti credere che siano vere.
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16/05/19

Vi presento "Il Giorno del Dolore", il mio nuovo romanzo

“A voi che state consultando questo diario, sappiate che ciò che state per ascoltare non è una storia qualunque.
Tutti voi conoscete Kyp Benedict Donovan, l’uomo che con le sue sole forze mutò le sorti della Lega Interplanetaria e che portò pace, giustizia e progresso nei nostri mondi.
Ma non sapete nulla, tuttavia, di come Kyp Benedict Donovan divenne un eroe.
Questa che ascolterete dunque non è la storia di Kyp il Liberatore ma la storia di Kyp il ragazzo, e di come un giorno la sua vita cambiò per sempre.
È la storia di quello che Kyp stesso chiamò il Giorno del Dolore.”

Eccovi il mio nuovo romanzo, “Il Giorno del Dolore”, un’opera di fantascienza distopica che spero coinvolgerà tutti coloro che si cimenteranno nella lettura di questo romanzo.
Chi è Kyp Benedict Donovan?
Cos’è “il Giorno del Dolore” e perché ha cambiato le sorti di un’intera galassia?

Se volete scoprirlo non dovrete fare altro che leggere “Il Giorno del Dolore”, disponibile in formato elettronico e cartaceo nei migliori negozi on line e anche in libreria (su prenotazione), fra cui:

STREETLIB STORES (epub e kindle)
BOOKREPUBLIC (epub e kindle)

Per qualsiasi altra informazione, cliccate sulla pagina del mio blog “Come comprare i miei libri”.
Per concludere, ringrazio caldamente la bravissima bookblogger Morgana che ha letto e recensito in anteprima il mio romanzo, vi invito a leggere il suo post!


16/04/19

Anteprima del mio nuovo romanzo "Il Giorno del Dolore"

È tempo di anteprima!
Il prossimo mese uscirà il mio nuovo romanzo, dal titolo tutto particolare: “Il Giorno del Dolore”.

Si tratta di un libro insolito per me nel senso che è un genere che non ho ancora affrontato dal punto di vista dei romanzi ma solo dei saggi, quello della fantascienza.
Siete curiosi di scoprire di cosa si tratta?
Dovrete aspettare che esca il libro!
Nel frattempo, per i più curiosi, lascio un piccolo estratto:

“Kyp si chinò per prendere lo zaino che aveva riposto come sempre vicino al banco, ma era così distratto dai suoi pensieri che non prestò attenzione nel rialzarsi e sbatté la testa contro il bordo del banco.
La vista gli si offuscò per un momento e una sensazione bruciante si irraggiò dal cranio al resto del corpo.
Cazzo fu la prima parola che affiorò nella sua mente, seguita da un quanto fa male.
-Signor Donovan, è ancora fra noi?-
La voce flautata della professoressa gli sembrò insopportabile.
Si rizzò in piedi provando il desiderio di gridarle in faccia no, brutta deficiente, non lo vede che ho picchiato la testa e mi sono fatto male?!, ma per fortuna si arrestò appena in tempo.
Nessuno sapeva che non aveva assunto il Lymens, non poteva certo reagire in quel modo.
Esibì quindi un bel sorriso di circostanza e rispose:
-Mi scusi, professoressa, ho avuto un po’ di difficoltà nel prendere il mio guanto.-
-L’ho visto. Ha fatto colazione, caro?-
Menti, disse una voce imperiosa dentro di lui, menti e vattene fuori di qui.
-A dire il vero non ho fatto in tempo. Mi dispiace.-
-Deve fare una bella scorta di zuccheri, signor Donovan, sono importanti per mantenere alto il suo livello di endorfine. Coraggio, raggiunga il bar e mangi qualcosa prima di tornare da noi.-
-Grazie, professoressa, lei è sempre molto premurosa.-
Kyp posò il guanto sensoriale sul banco e uscì dall’aula continuando a sorridere, ma appena la porta si chiuse alle sue spalle il sorriso scomparve dalle sue labbra.
Approfittando del fatto che non ci fosse nessuno, corse verso il bagno dei ragazzi e vi si chiuse dentro, poi aprì il getto dell’acqua fredda del lavabo e ci schiaffò sotto la testa.
-Cazzo!- esclamò ad alta voce –Cazzo! Cazzo!-
Ne infilò uno dietro l’altro, fino a quando il dolore diminuì.
Prese qualche salvietta di carta dal distributore e si asciugò il viso e i capelli come meglio poteva, poi gettò tutto nel cestino e si guardò allo specchio.
La sensazione che aveva provato era stata più intensa del solito, pensò, più di quando Harris lo aveva spinto giù dalle scale dicendo poi che era stato un incidente o di quando si era preso per errore un pugno nello stomaco durante una lezione di Educazione Corporale.
-Ehi, ehi, aspetta un attimo.- si disse guardando la sua immagine riflessa –Sto provando le stesse sensazioni di tutti i giorni o qualcosa di più intenso?-
Qualcosa di più intenso, rispose la sua voce interiore.
Non aveva assunto il Lymens eppure ogni cosa era identica agli altri giorni ma con la differenza che quello che provava era tutto amplificato.
Doveva fare qualcosa, decise.
Si osservò per un lungo momento, aspettandosi che il suo riflesso potesse all’improvviso svelargli un’illuminante verità.
Dopo qualche minuto comprese che non sarebbe mai accaduto.
Quella era la realtà, non erano i suoi amati libri dove ogni cosa era possibile.”