Lo scrittore è il perfetto menzognero: scrive bugie e riesce a farti credere che siano vere.
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07/03/24

Dialogo su come va il mondo oggi

 

Lo sai che c’è la crisi climatica?
Non c’è crisi.

Ma che dici!
Lo sai che non c’è crisi ma è solo l’attività del Sole, un ciclo che si ripete da prima che quello schifo di essere chiamato “uomo” venisse al mondo?

Eh, ma l’attività umana incide sul clima!
Eh, ma lo sai che il tredici miliardi di vita del pianeta Terra, l’essere umano occupa forse gli ultimi cinque secondi?

Così tu pensi che il discorso della crisi climatica sia una bugia?
Non è la prima bugia che ci raccontano. 
Ti sei accorto che i media sparano menzogne a profusione, per aiutare l’élite mondiale a mantenere un clima di terrore e ignoranza?

Ma cosa dici! Ci sono le guerre, c’è la crisi economica!
Programmate a tavolino, come gli attacchi terroristici e le crisi politiche.

E allora cosa mi dici delle mucche che inquinano l’ambiente?
Le mucche? Accidenti, io credevo fossero i rifiuti tossici sparsi nelle acque e nell’aria dalle multinazionali, pensavo fossero le atomiche che sono state fatte esplodere per “testare la forza” degli stati mondiali e che hanno rovinato il pianeta, pensavo fossero le scie chimiche sparate dagli aerei.
Non pensavo che il metano che esce dal sedere di un bovino (lo stesso metano che esce dal tuo) potesse rovinare il mondo.
Inizia a metterti un tappo laggiù, così aiuti la Terra.

Eh, però i ghiacci si sciolgono.
Certo, durante la bella stagione si sciolgono.
Anziché rompere le scatole con le foto dei ghiacciai che si sciolgono a luglio, parlami del continente antartico e delle piattaforme artiche che in inverno si estendono.
Non lo fai, perché fa comodo al sistema.

E allora cosa mi dici degli alberi? Li dobbiamo abbattere, perché ci tolgono l’ossigeno.
Sei andato a scuola per hobby?
Ti ricordo come funziona la fotosintesi: l’albero di giorno mangia l’anidride carbonica da noi prodotta e di notte ci restituisce l’ossigeno che consumiamo.
È un sistema perfetto, creato dalla natura.

Così tu non credi nell’inquinamento da anidride carbonica?
Non credo in Dio, figuriamoci nell’inquinamento da anidride carbonica.

Sei boriosa!
Forse per te lo sono, ma personalmente credo che certe persone hanno rotto le scatole.
Riempiono le teste di quelli come te con iniezioni di ignoranza e il peggio è che quelli come te gli danno ascolto.
L’essere umano è un po’ troppo pieno di sé.
Dovrebbe pensare che, quando l’umanità si estinguerà, il Sole e l’universo saranno ancora al loro posto e del genere umano non gli sarà importato niente.

Tu non sei ecologica!
Certo che lo sono, tuttavia non sono un’invasata.
Penso che le persone devono rispettare il pianeta su cui vivono e cercare di non produrre sprechi né rifiuti nocivi, penso che debbano riciclare quando possono ma per il resto sono convinta che ciò che accade fra Sole e Terra non dipenda da alcuna forma vivente, umana o non che sia.
Inizia a pensare anche tu, con la tua testa.
Non è difficile.
Magari ci prendi gusto.



07/01/22

Chi pensa di sapere troppo...

Ho visto la luce.
Esattamente come accadde a John Belushi nel colossal “The Blues Brothers” anche io ho visto la luce, ho ricevuto un’illuminazione.
Dopo aver letto l’ennesima discussione su un forum letterario fra due autori, che alla fine hanno malamente litigato perché nessuno dei due era disposto a fare un passo indietro e ragionare civilmente, sono andata a fare delle ricerche per conto mio e ho scoperto la Sindrome di Dunning Kruger.

I due psicologi hanno portato avanti una ricerca, chiedendo ad alcuni gruppi di studenti di valutare le proprie capacità logiche, grammaticali e umoristiche. Ciò che hanno scoperto è che le persone che hanno ottenuto percentuali più basse nei test di grammatica, umorismo e logica tendevano anche a sovrastimare drammaticamente il proprio livello di abilità.
Questi soggetti non erano, inoltre, in grado di riconoscere i livelli di competenza di altre persone, il che è parte del motivo per cui si consideravano più capaci e più informati degli altri.
Infatti, nel loro articolo, Kruger e Dunning dichiarano che questa sopravvalutazione avviene, in parte, perché questi individui non solo raggiungono conclusioni errate, ma anche perché la loro incompetenza li priva della capacità metacognitiva di comprendere le loro mancanze.
Le persone che subiscono questo effetto credono di essere più intelligenti e più capaci di quello che realmente sono.
Lo studio di Justin Kruger e David Dunning ha comprovato ampiamente come e perché le persone più incapaci e stupide si trovano a pensare di aver ragione. Come prova empirica della meta-ignoranza, si può osservare quanto la conoscenza incompleta e fuorviante porti le persone che subiscono l'effetto Dunning-Kruger a influenzare le loro convinzioni, le decisioni che prendono e le azioni che intraprendono.
L'effetto Dunning-Kruger è anche legato all'incapacità di fare un passo indietro e di guardare il proprio comportamento e le proprie abilità al di fuori di se stessi: l'incompetenza è strettamente legata all'inettitudine.
Queste persone purtroppo non sono in grado di valutare se stesse solo dal loro punto di vista soggettivo e si giudicano altamente qualificate, competenti e superiori alle altre.
In psicologia, questo fenomeno è chiamato superiorità illusoria.
(https://youmanist.it/categories/cultura/effetto-dunning-kruger)

Praticamente ho avuto la conferma che la storia di Socrate è fondatissima e vera.
Sapere di non sapere, essere consapevole dei propri limiti e voler apprendere, migliorarsi, essere disposti al confronto, non è da tutti.
La maggior parte delle persone sono talmente piene di sé da considerarsi “sovrani” in ogni campo, senza possedere però delle vere conoscenze.
Il che mi porta anche a un’altra conclusione: pure Einstein aveva ragione affermando che la stupidità non ha limiti, a differenza dell’universo.
Pensiamoci su.


26/02/20

"Noi uomini in generale, siamo un po' da compatire."


“In principio dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo.
Poi, febbri pestilenziali: l'idea s'ammette per isbieco in un aggettivo.
Poi, non vera peste, vale a dire peste sì, ma in un certo senso; non peste proprio, ma una cosa alla quale non si sa trovare un altro nome. Finalmente, peste senza dubbio, e senza contrasto: ma già ci s'è attaccata un'altra idea, l'idea del venefizio e del malefizio, la quale altera e confonde l'idea espressa dalla parola che non si può più mandare indietro.
Non è, credo, necessario d'esser molto versato nella storia dell'idee e delle parole, per vedere che molte hanno fatto un simil corso.
Per grazia del cielo, che non sono molte quelle d'una tal sorte, e d'una tale importanza, e che conquistino la loro evidenza a un tal prezzo, e alle quali si possano attaccare accessori d'un tal genere. Si potrebbe però, tanto nelle cose piccole, come nelle grandi, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e così storto, prendendo il metodo proposto da tanto tempo, d'osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare.
Ma parlare, questa cosa così sola, è talmente più facile di tutte quell'altre insieme, che anche noi, dico noi uomini in generale, siamo un po' da compatire.”

Tutto quello che c’è da dire dire sul coronavirus lo scrisse Manzoni nei suoi Promessi Sposi (capitolo XXXI).
Ne uccidono più l’ignoranza, la paura e la psicosi che il virus in sé.
Decisamente certe persone sono da compatire, oltre che da biasimare.



07/12/17

Libri e aria fritta

Era da un po’ di tempo che volevo discutere con voi di questa lettera di Beppe Severgnini (che trovate qui) riguardo il problema degli italiani che non leggono.
L’ho trovata interessante, ma anche infarcita di luoghi comuni e quindi ho provato a rispondere punto su punto.
Voi che ne pensate?

Capire perché tanti italiani non leggono libri è fondamentale.  Ho alcuni sospetti.  
1) Molti non leggono libri perché leggono altro. Le chat di WhatsApp, le notifiche di Facebook, la timeline di Twitter e LinkedIn: la narrativa, nel telefono che portiamo in tasca, è affascinante. I personaggi, conosciuti. Il ritmo, incalzante. Le sorprese, continue (basta avere un fidanzato, come molte lettrici possono testimoniare). Con questi avversari deve misurarsi il libro. Avete dubbi? Salite in autobus, scendete in metro: e osservate dove  puntano  gli occhi della gente.  
Non sono d’accordo, il cellulare è una scusa troppo abusata per dire che una persona non legge.
Anche io possiedo un cellulare con tanto di WhatsApp e compagnia bella, ciò non toglie che se la memoria non mi inganna quest’anno sono arrivata a leggere il diciannovesimo libro.

2) Molti non leggono libri perché ne hanno paura. Troppi volumi intimidiscono. Molti autori si compiacciono d'essere impegnativi. Quasi tutti i titoli in uscita dovrebbero rinunciare a un terzo delle pagine; e ne guadagnerebbero. Nelle case editrici lo sanno, ma sono impotenti. Tanti autori, purtroppo, non ricordano di scrivere per gli altri: si innamorano delle proprie parole.
Da scrittrice, ammetto di non aver compreso fino in fondo questa affermazione.
Autori impegnativi? In che senso, perché riescono a usare due subordinate nella stessa frase o perché superano le 150 pagine?
Perché fanno riflettere?
Va beh, largo all’ignoranza!

3) Molti non leggono libri perché hanno preso fregature. Mentre la recensione cinematografica ha una dignità, quella letteraria è finita da tempo. Finita male. Suicidio. Parlando bene dei brutti libri di conoscenti, o tacendone l'inverecondia, abbiamo perso la fiducia dei lettori. Al posto della recensione, oggi, c'è la segnalazione televisiva: uno splendido libro o un pessimo libro vengono trattati allo stesso modo dal conduttore (che non ha il tempo di leggerli).  Segue acquisto e, spesso, profonda delusione.  
Anche la recensione cinematografica fa pena, vengono esaltati film che poi fanno schifo.
Idem per quella musicale.
La mia domanda è: ma un lettore/fruitore dell’arte in generale è incapace di pensare con la propria testa? Non sa scegliere da solo, va in crisi solo perché qualcosa non gli è piaciuto?

 4) Molti non leggono libri perché ce ne sono in giro troppi. La ricerca del bestseller salva-fatturato è diventata spasmodica. Un tempo gli editori erano pescatori pazienti (perlustravano, pasturavano, sceglievano l'esca, aspettavano). Oggi usano la rete a strascico, e viene su di tutto: il tonno, le boghe e i vecchi pneumatici coperti d'alghe.  
Il bello e il brutto ci sono sempre stati. Severgnini parla a vanvera, un po’ come fa nei suoi libri.

 5) Molti non leggono libri perché ne vogliono scrivere. La pubblicazione è diventata un'ossessione. Una persona che legge bene, invece, è più affascinante di una persona che scrive male. Ma vaglielo a spiegare.
Si potrebbe fare il discorso al contrario, c’è anche chi scrive bene e chi legge male.

Per concludere, mi sembra che Severgnini abbia davvero scritto di aria fritta e che nessuna delle sue “magnifiche” ragioni secondo cui una persona non legge sono molto campate per aria.
Attendo i vostri commenti.


13/07/17

Non si può migliorare

La maturità di quest’anno si è conclusa.
Tante cose sono cambiate, rispetto a quando presi io il diploma.
Di certo non sono cambiate in meglio: adesso in internet vengono postate le tracce delle prove con largo anticipo, i ragazzi si fanno fare gli esercizi via whatsapp, si possono tenere i libri aperti all’orale... (se qualcuno ci tentava quando mi sono diplomata io, potevi andare direttamente a stenderti in obitorio così risparmiavi ai docenti la fatica di linciarti vivo)
Soprattutto è aumentata l’ignoranza.

Santo cielo, non voglio fare la stupita.
Nell’epoca di facebook, whatsapp, twitter (e tanti altri social), dove la televisione e internet hanno sostituito i libri e la cultura in generale, non faccio affidamento sul fatto che le generazioni nate dal 1990 in su godano di un cervello che funzioni oltre lo 0,0001% (anche se poi ogni tanto qualcuno se ne salva), quest’anno tuttavia si sono toccate punte di "finezza" imprescindibili a cui fra l’altro ha contribuito anche il MIUR inserendo trogolate allucinanti nei testi delle prove scritte.
Chapeu alla cog******gine!

Vediamo, tuttavia, quali sono stati i peggiori errori commessi dagli studenti.
Passi che nessuno, nemmeno i professori, sapevano chi fosse il poeta e giornalista livornese naturalizzato genovese Caproni: ahi Italia, di ignoranza ostello! (tanto per richiamare Dante).
D’Annunzio, un classico, era un estetista e non un esteta.
Renzo e Lucia si sono suicidati alla fine de I Promessi Sposi che era stato scritto da Dante.
L’Eneide appartiene a Lucano. (dopo che ti sei bevuto tutto l’amaro, magari sì)
Il De Germania di Tacito racconta della gioventù di Hitler.
Il Rinascimento giunge dopo la Seconda Guerra Mondiale, che si è combattuta alla Star Wars con navi spaziali guidate da Napoleone.
Francia e Germania erano alleate sotto la svastica nazista.
Dalì era un dadaista e Magritte uno scrittore.


Berlino è la capitale del Regno Unito, Vienna della Germania e Ancona si trova in Emilia Romagna mentre Pescara è fuori dall’Italia e infatti D’Annunzio è nato a Catania.
Così come i nostri muscoli sotto sforzo producono latte e nella schiena abbiamo un nuovo muscolo chiamato vello d’oro.
E per finire, Giulio Cesare è stato il fondatore e primo re di Roma.

Tutto ciò come viene giustificato?
Tensione da esame, timidezza, sviste.
Io la chiamo ignoranza, una bandiera di cui il nostro paese si foggia troppo spesso.

Lascio il commento finale a questa sfilza di cazzate nelle parole di Ivan Graziani: è vero non si può migliorare col tuo schifo di educazione, col tuo schifo di educazione. Pigro!