Lo scrittore è il perfetto menzognero: scrive bugie e riesce a farti credere che siano vere.
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18/11/22

In piedi signori davanti a una donna

Vale la pena dire oggi “speriamo che sia femmina”? 

Verrebbe da dire no perché con tutta la violenza e la discriminazione che colpisce le donne di tutte le età e di tutte le nazioni si fatica a intravedere un futuro roseo per le future generazioni di fiocchi rosa. Io dico invece che non dobbiamo arrenderci: in quanto donne possiamo e dobbiamo lottare per un futuro migliore. 

Con questo messaggio, e un con un promemoria sul mio libro (scritto in collaborazione con Ofelia DeVille) Le voci delle donne dedicato a tutte le donne che sono, loro malgrado, rimaste vittima di violenze, vi lascio a riflettere con questa canzone di Daniela Picciau:

26/09/20

L'importanza della solitudine

Buongiorno a tutti, finalmente siamo in pieno autunno!
Prima di parlare della solitudine, l'argomento di questo post, voglio invitarvi a leggere la recensione del libro Le voci delle donne, che ho scritto insieme a Ofelia De Ville, fatta da Mary e Vale del blog La valigia di carta.

E ora discutiamo un po'.
C’era una volta la solitudine, poi sono arrivati internet e i social media che hanno esasperato il concetto aristotelico secondo cui l’uomo è un animale sociale intrappolando per persone in rapporti che durano forzatamente ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni su sette.
Se non sono i social, c’è la televisione, il telefono, il sito, il blog, gli amici su whatsapp, le chat...
Insomma, che ci piaccia o no fuori ma soprattutto dentro le mura di casa siamo bombardati da continui contatti.
Sembra che se non si forma un gruppo, una massa o peggio ancora un branco, si diventi in automatico persone anomale.

E la solitudine, dov’è andata a finire?
Dov’è quel magico spazio della mente e della fisicità in cui siamo finalmente soli, distaccati da tutto ciò che ci circonda, dove non dobbiamo rendere conto di niente a nessuno e fare ciò che più ci aggrada, che ci fa stare bene?
Dov’è quello spazio necessario per la creazione di un’opera, per il concepimento di un pensiero o semplicemente per una piccola coccola da dedicare a se stessi?

Personalmente io amo molto la solitudine, un po’ perché è sempre stata la mia dimensione naturale e soprattutto perché in essa riesco a lavorare, ad avere le mie idee migliori.
Non mi spaventa lo stare sola, il distaccarmi dalle altre persone, ritagliarmi un angolo fatto di silenzio e di pensieri propositivi.
Per me la solitudine è vitale, è un filtro necessario attraverso cui osservare l’universo.
È la dimensione in cui mi realizzo meglio.
Eppure so di essere una mosca bianca e quindi mi domando se tutti questi rapporti forzosi e forzati non siano la dimostrazione di quanto la società odierna sia sterile e di come la maggior parte delle persone viva in un’incostante dimensione di immaturità, incapace di bastare.

Essere faccia a faccia col sé significa, per forza di cose, affrontarsi. È il cosiddetto “esame di coscienza”, che non può che giovare. Fare i conti con i propri errori porta a non commetterli in futuro. Paradossalmente, l’isolamento è una cura all’egoismo, che si manifesta nella moltitudine: ostentare per attrarre le altrui attenzioni; schiacciare gli altri per distinguersi, per cercare conferme alla propria autostima.
La solitudine è un bagno di umiltà e permette di formare una coscienza autonoma, che non ha bisogno del prossimo per reggersi. Né di aiutarlo o di essere aiutato, né di umiliarlo o di farsi umiliare da lui.
«La solitudine è la miglior cura per la vanità», affermava Thomas Wolfe, e il silenzio insegna valori trascurati al giorno d’oggi: la discrezione, il contegno, il decoro. Atteggiamenti che la maggioranza continua a stimare, sottovoce, in netta controtendenza con la volgarità chiassosa che contraddistingue quest’epoca.
La solitudine feconda permette di focalizzare gli sforzi su un obiettivo preciso. Chi ambisce a qualcosa di grande lo sa: è un percorso che s’intraprende da soli.
Anzi, gli altri fungono da pause, ostacoli allo scopo che ci si è prefissati. Che sia studio, lavoro o arte, si può contare solo su se stessi, sul sudore che si versa indipendentemente dal prossimo.
La solitudine è la dimensione del sognatore.
«La grandezza è solitaria. Si direbbe anzi che la solitudine è condizione della grandezza. Tutte le intelligenze superiori, tutte le nature superiori sono isolate, l’aquila vive sola, il leone solo», notava Iginio Ugo Tarchetti.
Similitudine, questa, espressa anche dal coevo Arthur Schopenhauer, filosofo solitario per definizione.

I wandered lonely as a cloud
that floats on high o'er vales and hills,
when all at once I saw a crowd,
a host, of golden daffodils;
beside the lake, beneath the trees,
fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company.
I gazed - and gazed - but little thought
What wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.
(The daffodils - William Wordsworth)


18/11/19

Fermiamo la violenza!

Ogni giorno una donna muore, viene uccisa, abusata, picchiata, maltrattata, umiliata, ferita.
La stessa sorte, spesso, tocca anche a tantissime ragazze e bambine.
Le notizie che leggiamo sui giornali non bastano a rendere l’idea di quanto sia orribile il fenomeno dell’odio sessista contro le donne.


In occasione dell'ormai prossimo 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, desidero condividere con voi questa poesia di Pietro Ferrara, docente di Pediatria al Campus Bio Medico di Roma e all’Università Cattolica, vincitrice del primo premio “Amalia Vilotta”, in occasione del 14° Festival Internazionale Ruggiero Leoncavallo.

Un abbraccio tutt’altro che amore
mi hai dato forte
e ho provato un dolore profondo,
dell’anima.
Mi hai levato un po’ tutti i colori.
Compreso il rosa.
Son scomparsi i sapori vitali,
le favole.
Il mio sole è ormai freddo e oscurato,
vita gelata,
per l’istante rubato furtivo,
nell’intimo.
I tuoi segni lasciati flagranti,
stigma perpetua,
non nel corpo ma giù dentro al cuore,
eternità.
Troppo tempo è trascorso in silenzio,
pioggia dagli occhi,
per il bene di chi ci sta intorno,
più piccoli.
Oggi è tempo di uscir dalla nebbia,
quiete violata,
rivedere le stelle del cielo
che brillano.
Basta spalle voltate e silenzi,
porte serrate,
è un’orchestra che cerca strumenti,
incantesimo.
Non mi sento più sola e ferita,
stammi vicino,
anche tu coi tuoi mille da fare
ascoltami.

E vi ricordo del libro che ho scritto assieme a Ofelia Deville, una denuncia contro la violenza: Le voci delle donne, in vendita in formato digitale e cartaceo nei negozi internet e in libreria su prenotazione.


15/11/18

"Le voci delle donne", il nuovo libro di Francesca A. Vanni e Ofelia Deville

Ci sono storie e storie.
Storie immaginate, pensate, sussurrate e storie che invece vanno raccontate a voce alta, anzi vanno proprio gridate.

E io, assieme alla mia amica blogger Ofelia Deville che è stata coautrice e coideatrice dell’opera, queste storie le ho gridate mettendole nero su bianco in occasione della Giornata contro la Violenza sulle donne (che si terrà il 25 novembre, anche se occorre ricordare che tutto il mese è dedicato a incontri, letture e approfondimenti su questo delicato argomento).
Sono storie di donne comuni, donne che si incontrano ogni giorno, donne che tuttavia celano dentro di sé un pesante segreto...

Sara, Latisha, Irina, Minako, Nancy...
Persone diverse che vivono vite diverse e che, tuttavia, condividono la stessa insopportabile croce.
Sono infatti vittime di violenza, alle quali è stato strappato tutto: la dignità, l’amore, la felicità, l’autostima e spesso anche la vita.
“Le voci delle donne” è un libro scritto a quattro mani da Francesca A. Vanni e Ofelia Deville, che nasce con l’intento di denunciare il devastante fenomeno della violenza contro le donne che viene perpetrato ogni giorno in tutto il mondo.
È un grido di denuncia, che toccherà il cuore dei lettori.

“Le voci delle donne” è disponibile sia in formato epub/kindle che in formato cartaceo, quest'ultimo tanto nelle librerie on line quanto in quelle fisiche previa prenotazione.
Di seguito, vi lascio i link agli store più noti:

-StreetLib Stores (formato epub, kindle e cartaceo)
-Kobostore (formato epub)
-Feltrinelli (formato epub e anche in formato cartaceo)
-IBS (formato ebook e anche in formato cartaceo)
-Bookrepublic (formato epub e kindle)
-Unilibro (formato epub)

Ricordatevi sempre, per ulteriori informazioni, di consultare questa pagina del blog.